“In una classe, l’insegnante si aspetta di essere ascoltato. Lo studente pure.”

Iniziamo con un rimpianto del passato. Di ciò che è stata la scuola pubblica italiana e ora non lo è più. Avevamo la scuola primaria migliore del mondo, ora ne è rimasto ben poco. Delle mani incompetenti che si sono susseguite da vent’anni a questa parte, l’hanno frantumata tassello per tassello. Una serie di persone messe a capo dell’istituzione portante della nostra società le stanno togliendo la terra sotto i piedi. Privandola anche probabilmente di fondi di istituto che sono stati importanti per la vita delle scuole in Italia. Una marea di leggi, per fortuna, in parte emendate, hanno fatto sì che dalla scuola si dovesse solo prendere ed alla scuola si dovesse solo togliere. Sino ad arrivare all’ex Ddl Aprea, legge 953, faranno anche entrare un privato nell’organo che deve vigilare e portare avanti ogni scuola. I termini attraverso i quali questa persona totalmente estranea entrerebbe di diritto a far parte di una istituzione ancora pubblica sono a noi tuttora sconosciuti. E la legge 133 della Gelmini, che intaccava il benessere delle nostre università, che avevano fama di essere tra le migliori al mondo per la preparazione degli studenti, infatti, molti hanno scelto di proseguire la carriera all’estero in posti di prestigio. Ci si chiede se le persone siano state informate sulla lenta privatizzazione delle nostre scuole. Quella strisciante e subdola, nonché machiavellica, azione mirata a fare delle scuole delle fondazioni, gestite e spadroneggiate dai privati che verranno. E’ giunto il momento di fermarli. Fermare il tentativo che stanno proseguendo ideato dalla triade Brunetta/Tremonti/Gelmini di affossare la scuola togliendole tutto: organico, il tempo pieno, la possibilità di escursioni al di fuori della scuola, i corsi di recupero, gli insegnanti di sostegno (ne toglieranno si prevede 6.000, che dovranno essere aggiunti ai tagli precedenti). Scritto e riscritto più volte anche in questo blog, che non può essere più tollerata nemmeno la gestione Monti/Profumo/Fornero. Gli scatti di anzianità per i docenti sono 1 vs 9 anni. Ci rendiamo ben conto che per avere uno scatto di anzianità ce ne vogliono 9 di anni? Spero che questo punto sia chiaro a tutti, perché stiamo assistendo ad un gioco al massacro. Per non parlare delle sei ore in più date ai docenti in orario scolastico, ma senza aumentare di un euro lo stipendio, anche questa balzana idea, ed mi sono trattenuta, deve essere rimossa immediatamente, perché incostituzionale. I docenti, e sfatiamo una volta per tutte questa diceria, non lavorano solo 18 ore. Magari! Nel frattempo: correggono compiti, preparano lezioni e leggono altri testi e si aggiornano, ricevono i genitori o chi è tutore, preparano le uscite extrascolastiche, fanno attività pomeridiana quando loro compete per preparare testi teatrali con gli alunni ed altre attività, presenziano collegi docenti, collegi di istituto e consigli di classe, si dedicano agli alunni con handicap con Glh e programmazioni differenti, preparando anche test e slide appositi per questi discenti. In tutto le ore da 18 se le si conta veramente sono 40 alla settimana. E c’è chi nel tempo non ne ha potuto nemmeno soffrire la figura del docente, tanto da denigrarlo ogni volta che apriva bocca. Invece, di remunerarlo di più come in altri Paesi d’Europa. Una delle catastrofi anche annunciate sono state i concorsi (Tfa ordinari e i fantasma speciali di cui non si ha notizia) e quello che si terrà tra dicembre e gennaio fino a febbraio con gli orali. Per quanto riguarda il Tfa ne ho parlato in un altro post, dicendone tutto il male possibile, ad appoggiare la mia tesi che sono stati impostati malissimo i 7.500 ricorsi che Profumo non ha potuto non ascoltare. Queste azioni legali durante l’estate scorsa hanno fatto sì che venissero riviste le graduatorie del Tfa ordinario. Nuove liste sono state messe sul sito del ministero in agosto. Ma neppure questo è servito a far in modo che questi concorsi vengano fatti con criterio. Le seconde prove scritte sono state altresì falsate. Essendo come dei dottorati di ricerca, busta chiusa con compito senza nome e allegata piccola busta con nome e cognome di chi ha eseguito l’elaborato, i docenti universitari hanno potuto benissimo e senza alcun controllo fare il bello e il cattivissimo tempo. A seguire infatti, altri ricorsi per le seconde prove scritte del Tfa a cui Profumo dovrà rispondere. Non si sa poi con quale criterio Profumo si senta soddisfatto del metodo moderno di preselezione della classe docente, se nel prossimo concorso che verrà svolto entro l’anno, chi concorrerà si troverà davanti dei quiz allucinanti non inerenti al proprio corso universitario, non inerenti alla materia che insegnerà, non adeguati a comprendere se una persona è idonea a lavorare a scuola o meno. Lo sciopero di domani sarà a livello di scuola Europea. Se scuola europea dovrà essere, ci si dovrà impegnare nel far ritrovare un senso alla scuola pubblica, senza più elargire soldi alle private/paritarie siano esse pure cattoliche. La scuola pubblica non può più attendere che questo ministro compia delle azioni per migliorarla, il tempo di Profumo sta esaurendosi, e allora, mi rivolgo a chi dovrà scegliere il prossimo ministro. La scelta dovrà cadere su chi la scuola l’ha vissuta. Su chi a scuola ha passato anni di servizio. Su chi ne conosce le necessità, perché non penso ci siano stati sprechi, come non credo che la scuola sia stata uno stipendificio. La scuola ha bisogno di un ministro, il prossimo, capace e competente. Iniziate a sceglierlo sin da ora. Perché ne abbiamo avuti abbastanza di incompetenti.

Post di Emilia Basile

La frase del titolo è di Ernest Abbé, Dell’educazione.

Questo post è dedicato a chi dopo tanti anni di precariato non ce l’ha fatta: Carmine.

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1 commento

  1. icittadiniprimaditutto said,

    14 novembre 2012 a 21:57

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto and commented:
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