“Felice colui che ha trovato il suo lavoro; non chieda altra felicità.”

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Non condivido l’eccessiva flessibilità nel lavoro. Non condivido che ci debba essere meno rigidità nel mondo del lavoro. Non condivido i pensieri sui contratti. Insomma, Letta non lo condivido quando parla di lavoro. Il lavoro non deve essere necessariamente flessibile. Si deve puntare a renderlo certo. E si deve iniziare a dare risposte alle persone che ogni tre mesi o ogni sei mesi devono cambiare posto di lavoro ed abituarsi ad altri ambienti. No, il lavoro va fatto diventare indeterminato almeno dopo sei mesi di precariato. Ovviamente nel privato. Nel pubblico si dovrebbe tentare di salvaguardare i posti di lavoro. Perché non è lo stipendio da 1.200 euro, come ha detto il Segretario Fiom, Maurizio Landini, che manda in malora lo Stato italiano. Gli sprechi sono stati alti a mio avviso. Gli sprechi sono stati effettuati nella politica per sessant’anni. Anche con le numerose e strapagate consulenze esterne. In tutti questi anni, già c’era chi doveva fare quel lavoro, invece, si è preferito chiamare un cosiddetto esperto e fargli prendere superstipendi. Ci sono state superpensioni e ancora ci sono che dovrebbero essere decurtate per creare lavoro. Ci sono vitalizi da togliere immediatamente. Ci sono buonuscite fin troppo onerose. Ci sono lavori mai portati a termine, posti dimenticati e lasciati a metà, finanche ospedali con mezzi e strumenti che sono costati cari e amari ai contribuenti. Quest’ultimi sono stati la formica. Invece, chi è stato ai piani alti si è mangiato tutto il nostro benessere. Per creare lavoro si dovrebbe innanzitutto eliminare la maggior parte dei contratti. Troppi 46 tipi di contratti. Troppo il lavoro nero mai portato alla luce. Troppi gli abusi sulle donne e le dimissioni in bianco. Troppe 70.000 le donne che hanno perso il lavoro, una vergogna per uno Stato che ormai ha perso proprio il senso di se stesso. In balia di persone che non sanno cosa fare per dare risposte a più di 4 milioni di persone che sono disoccupate, esodate o cassintegrate. Non sanno cosa significa non avere un lavoro, non sanno la disperazione, la mancanza di futuro. Uno Stato sempre assente, incapace di mettere in atto una semplice legge sugli ammortizzatori sociali, che implichi anche una riattivazione dell’ex ufficio di collocamento per aiutarle le persone a trovare il lavoro adatto a ciò che hanno studiato. Il lavoro adatto alle lauree che hanno raggiunto. Quelli che ce la fanno, perché molti abbandonano per tasse troppo esose e borse di studio sempre negate e presalario mai garantito. E allora ai giovani soprattutto bisogna pensare. A quella ennesima vergogna del 38,5% di disoccupati. A quella vergogna tutta italiana di uccidere il futuro, uccidere i giovani negando loro sia la possibilità di crescere formandosi nelle università sempre più abbandonate, non unendo studi e lavoro e mancando totalmente anelli fondamentali che possano aiutarli nei loro corsi. Abbandonati e lasciati a loro stessi, fuggono, ormai abbiamo raggiunto un tasso di abbandono anche dell’Italia che fa paura: 80.000 ragazzi se ne vanno dall’Italia in cerca di lavoro all’estero. Ed all’estero trovano di sicuro un ambiente più attivo a dare loro risposte e di sicuro flessibile all’inizio, ma duraturo dopo poco tempo. La contadina la va a fare la figlia della Fornero. Le persone laureate meritano lavoro atto a ciò che hanno imparato. Siate folli siate choosy. Scegliete il vostro futuro e non stancatevi di cercarlo. Non dovete mai abbassare lo sguardo con nessuno  e puntare sulla dignità e sulla correttezza per voi stessi. Come disse Steve Jobs: “L’unico modo di fare un ottimo lavoro è amare ciò che fai. Se non hai ancora trovato ciò che fa per te, continua a cercare, non fermarti, come capita per le faccende di cuore, saprai di averlo trovato non appena ce l’avrai davanti. E, come le grandi storie d’amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni. Quindi continua a cercare finché non lo troverai. Non accontentarti. Sii affamato. Sii folle.” E se questo implica andarsene dall’Italia che si rifiuta di aumentare gli stipendi, che sono ai livelli più bassi in Europa, allora vai all’estero, sarà sicuramente un’esperienza formativa, e impara bene le lingue. Soprattutto l’inglese. I giovani si meritano tutte le possibilità, tutte le porte che l’Italia si rifiuta categoricamente di aprire loro. Anche dando loro prestiti per incentivare le aziende giovanili. I ragazzi del Sud poi sono quelli a cui più si dovrebbe guardare, quelli che meritano il sostegno di questo Stato assente e sicuramente di trovarsi in un ambiente più consono ad attivare aziende che diano lustro al meridione. E non abbiamo bisogno che tornino i ragazzi che vanno a fare ricerca all’estero: noi giovani e non del Sud non dobbiamo essere svegliati da nessuno. Occorre ricordare a chi prospetta sempre tagli alla sanità e all’istruzione che sta devastando lo stesso Stato e il benessere dei giovani nel futuro e la vita stessa delle persone. E occorre anche ricordare ai politici, che hanno avuto tutto dalla vita, e difficilmente comprendono chi non ha nulla, che: “Un uomo che vuol lavorare e non trova lavoro è forse lo spettacolo più triste che l’ineguaglianza della fortuna possa offrire sulla terra”. Non è a mio avviso colpa della sfortuna o della fortuna, ma colpa dello Stato che non dà loro risposte. Occorre ritornare a comprendere i disagi delle persone ad essere loro vicini, a rispettarne la sofferenza e ad alleviarla. Alleviare le sofferenze delle persone senza lavoro, dando loro un lavoro certo, è ciò che arricchisce nell’umano tutti quelli che agiscono affinché la piaga della disoccupazione sparisca. Il lavoro è un diritto. Work is a right.

Post di Emilia Basile

La frase del titolo è di Thomas Carlyle

Per essere un governo non votato poteva andare peggio, voglio un governo votato dal popolo. Possibilmente di sinistra.

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Votare è inutile. Ormai si possono fare anche governi senza nemmeno chiedere agli elettori o agli stessi iscritti e o ai propri deputati o a chi abbia avuto incarichi nel proprio partito. Votare è inutile, anche fare le primarie per scegliere il proprio Segretario. “PD e PDL fanno governo insieme: l’opposto di quanto dichiarato agli elettori. Il voto è carta straccia” come disse Erri De Luca. Quello del PD Pierluigi Bersani è stato sottoposto ad un attacco senza precedenti per disintegrarne la figura e demolirne le capacità e le attività stesse. Un attacco senza precedenti. Nessuno negli altri schieramenti seppur i loro leader non siano perfetti, nessuno si era permesso di arrivare a tanto. Una demolizione che è stata studiata a tavolino, finanche nel voto contro Prodi dei 101 traditori. Quest’ultimi poi, vergogna del mondo che li stava a guardare, dovrebbero in un moto di coscienza e vomito abbandonare subito il partito ed autodenunciarsi per il male fatto a se stessi e agli altri. Bersani, che ha vinto due volte le primarie, non ha avuto neppure la possibilità di poter procedere nella sua lotta per far cadere i muri del M5S, e formare un suo governo. E ne aveva tutto il diritto. Mentre ora ci troviamo con uno che è stato definito, e non a tutti i torti: un boss. Presidente del Consiglio dei Ministri, senza essere stato eletto, senza aver fatto primarie. Forse perché fa parte del gruppo Bilderberg. Come si fa a guardare in faccia i cittadini e disprezzarne le scelte? Come è possibile essere arrivati a mettere sotto i piedi il voto di 8 milioni di persone? E ora, l’Italia ha un Presidente della Repubblica 87enne, vecchio che dovrebbe solo riposarsi e godere dei suoi cari, mentre Marini o Prodi o Rodotà non li hanno votati, li hanno ininterrottamente contestati da molte parti. E ora, abbiamo un leader che non ha avuto l’appoggio della gente per diventare Presidente del Consiglio, se l’è preso l’incarico assurdamente e senza senso, continuando ciò che era stato per Monti. E’ pericoloso tutto questo. E’ dittatoriale non prendere neppure in considerazione il voto delle persone. Le alleanze che poi sono uscite fuori con Monti e Pdl sono altrettanto assurde e insensate. Il popolo di centro-sinistra queste alleanze non le ha mai chieste. Non le ha mai neppure paventate. Vorrei che per un momento le persone che sono state scelte senza voto popolare, pensassero per un attimo alle persone che hanno votato e seppur con difficoltà avevano scelto altri tipi di alleanze o altri governi. Quella gente che si è recata alle urne ed ha votato M5S come primo partito in Italia ora non è neppure rappresentata nel governo. Come si dovrebbero sentire? Cosa dovrebbero dire se non attaccare un inciucio per potere? Dal Partito Democratico ci si sarebbe aspettato altro. Ci si sarebbe aspettato almeno la lealtà verso SEL e la parte di sinistra con la quale aveva anche firmato un documento: “Italia bene comune”. No, l’Italia non è bene comune, l’Italia sta diventando una dittatura in balia di chi ha agganci di potere a livello anche internazionale. E salvare Berlusconi per l’ennesima volta è la cosa più grave che un partito di sinistra o che si dice di sinistra potesse fare. Il disgusto ora è davvero sulla bocca di ogni persona che ha votato per non trovarsi nel governo gente come Alfano e Brunetta o Lupi o alla sanità addirittura quella incompetente della Lorenzin. Per non parlare del disastro immane della Gelmini al Miur. Come è possibile che circoli ancora il suo nome? Come è possibile che i politici PD che dovrebbe aver ascoltato le persone di sinistra e il loro voto, diano uno dei ministeri o il Miur stesso ad una sciagurata ignorante. Urge un congresso per il Partito Democratico o quello che ne resta. Quello che ne resta è uno spezzatino di persone che sarà difficile riunire. L’alleanza col PDL l’affosserà sempre di più. Nelle prossime elezioni il PD non prenderà neppure il 10%. L’espulsione che si è sbandierata di una parte del PD perché non voterebbe un governo Letta con ministri del PDL come Alfano, la De Girolamo, Lupi o Quagliariello è un’infamia, è un accoltellamento di chi ha lavorato per il partito e al partito ha portato voti e la sua stessa vita. Non vengono neppure rispettati nel loro impegno, una minaccia antidemocratica talmente forte da fare sentire male tutta la base del partito. Ci si aspetta in futuro, un partito che sia di sinistra, neppure di centro, che rispetti la volontà dei suoi elettori, che rispetti il voto delle persone, perché sono loro che ti devono dare l’incarico. Mai più gente autoproclamata. Mai più gente caduta dall’alto. Ma scelta dalle persone tramite voto che sia il più trasparente possibile. E lasciamoci alle spalle tutto ciò che è stato Berlusconi. I suoi affari non dovrebbero neppure toccarci. Quello che tutti aspettano dal Partito Democratico futuro rifondato o non che verrà fuori dopo il congresso, sarà sicuramente una maggiore attenzione a ciò di cui la gente necessità: lavoro, crescita e benessere sociale. Un’unica nota positiva è che al Miur non ha messo né la Gelmini, né Mauro, entrambi catastrofi viventi, che avrebbero spostato i soldi dalla scuola pubblica a quella privata. Mauro è di CL, e di sicuro uno come lui, montiano, avrebbe proseguito nei tagli e nella distruzione della scuola pubblica, dell’università e della ricerca. Si auspica che Mariachiara Carrozza ora si metta a lavorare di dovere per migliorare nel tempo che ha a disposizione il Miur, mortificato per anni e anni da gente incompetente e falsa. Sarebbe anche ora, perché la gente è stanca e non ce la fa più, di diventare seri in politica e di preparare per le prossime elezioni un partito forte con un segretario forte, che riattivi la sinistra tutta intorno a sé, per arrivare ad avere i cambiamenti di cui questo martoriato Paese ha necessità urgente.

Post di Emilia Basile

“Vogliamo che tutto cambi, ma ci rifiutiamo di cambiare noi stessi.”

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L’odio non porta a nulla. Porta solo distruzione. In tutte le sue forme e fattezze. Verso qualsiasi parte sia rivolta. Invece, cercare l’incontro, volere a tutti i costi il dialogo e la comprensione, questo può far crescere un rapporto: che sia tra giovani inesperti presunti e vecchi forse non troppo e con esperienza dalla loro parte. Come quello che sta succedendo nel PD in questo periodo. Diciamo dalla comparsa di Renzi. Quella rottamazione poi finita male. Lui è rimasto sindaco della sua città: sanza infamia e sanza lode. Lui che ora combatte per avere un briciolo di poltroncina nel mare magnum dei posti aperti nel partito. Ed ora tutta quella parte di persone giovani inesperti presunti sta mettendo a dura prova ancora una volta il Segretario del Partito Democratico. Non ne capisce le scelte. Come nel rapporto tra figli e genitori in epoca adolescenziale non cerca di capire, come si è detto, ma contrasta all’infinito, parla di morte e di distruzione. Se questo è il vocabolario del futuro, allora di futuro non ci sarà neppure l’ombra. Perché se il linguaggio che si usa è lo specchio della persona, allora quella persona può fare solo del male. E continuano imperterriti dalle primarie bis che ha dovuto sopportare il Segretario, aprendole con enormi sforzi contro anche lo stesso Statuto, tanto sventolato dai giovani inesperti presunti. E durante quelle primarie chi correva contro il Segretario non ha accettato le regole, proprio come ho detto prima nel rapporto tra genitori e figli, in cui quest’ultimi si rivoltano anche contro le regole nell’adolescenza. L’adolescenza non è la maturità, consentitemi questa ovvietà. Siete lì. Siete nel periodo della distruzione dei valori di chi vi ha preceduto, ma così vi perdete anche ciò che di buono hanno fatto finora, e ci deve pure essere, almeno in un partito di centro sinistra grande e pieno di iscritti. Vorrei che si mutasse registro ora. Che ci si spogliasse del linguaggio verbale da guerra continua. La lotta continua la facevano altre persone ed erano arrivate anche alle armi. Ci manca solo che accada di nuovo. Vorrei che si comprendesse che se non si cerca la comprensione, il rispetto reciproco, se non ci si parla, se si mettono sempre dei muri davanti, non si arriverà mai ad una crescita, e sto parlando principalmente e sempre dei giovani inesperti presunti. Che hanno levato il simbolo del Partito dalla loro campagna elettorale, forse perché finanziata anche da chi con il centro-sinistra non aveva niente a che fare. Quest’odio verso anche lo stesso simbolo, li ha portati a negare l’appartenenza  e la loro stessa identità. Cosa sono? Chi sono? A chi si rivolgono? La gente con in mano i loro volantini rimane senza sapere chi è quella persona e poter legarla ad un progetto più ampio. Non è questo quello a cui dovremmo ambire. E’ una perdita. Perdita di valori e perdita di conoscenza. Come l’alunno che contrasta il docente, alla stessa stregua questi giovani inesperti presunti si rivoltano e rivoltano parlando sempre di odio e morte. Ma loro non sanno che stanno parlando della loro stessa morte. Perché venendo a denigrare il loro stesso partito. Quello per cui tanta gente fa sforzi enormi e ci crede, e lo ha sempre difeso. Tutto ciò porta alla distruzione di loro stessi. Porta alla morte di quello che si potrebbe fare nel futuro, perché nel futuro quel partito così osteggiato e denigrato  lascerà il posto e sempre all’altro avverso, quello di destra in questo caso. Forse gli uomini sono votati all’autodistruzione. Perché c’è comunque un legame tra vittima e carnefice, una proiezione immediata, un’immedesimazione,  io elimino te e così elimino anche me stesso. Cui prodest? A nessuno. E rimpiangeranno tanto tempo sprecato in inutili disastrosi attacchi, mentre il mondo continua a girare vorticosamente e loro non li vorrà neppure più. L’aver denigrato Marini, come scelta al Quirinale, è emblema di quanto detto. Bersani ne sottolinea le qualità umane e la generosità,  chi lo contrasta sono principalmente i renziani e molti della società a cui non piace questa scelta. Ma quando chiedi loro il perché di questa accusa contro Marini, rimangono senza dire nulla. Solo per esser e stato servitore della Patria per tanto tempo ed aver sempre lavorato, essere stato anche sindacalista, per la sua generosità dovrebbe anche raccogliere qualche consenso. Invece, tutti a parlarne contro, moltissimi senza neppure conoscerlo. Certo sarebbe stato meglio se si fosse puntato su Rodotà. Ma forse per quel legame ormai distorto di cui ho detto prima, la scelta è di parte.  Dalla parte di quel partito che Marini ha fondato, dalla parte del rispetto e della comprensione di una scelta. Che insulti e disumanità non dovrebbero intaccare. Concludo con una frase della Pezzopane, che stimo molto: “su questo condivido, Marini è una personalità della nazione.” E le stesse parole del Segretario Pierluigi Bersani: «Siamo in un mare mosso, insieme a una larga coesione servirà esperienza politica, capacità ed esperienza. Marini sarà in grado di assicurare la convergenza delle forze politiche di centrodestra e centrosinistra, ha un profilo per essere percepito come un tratto sociale e popolare. È una personalità di esperienza con il carattere di reggere le onde e con radici nel mondo del lavoro, ed è persona limpida e generosa. È stato costruttore del centrosinistra”.

 

Post di Emilia Basile

La frase del titolo: “Ci lamentiamo copiosamente, ma diventiamo vigliacchi quando si tratta di assumere dei provvedimenti. Vogliamo che tutto cambi, ma ci rifiutiamo di cambiare noi stessi.” Paulo Coelho, Sono come il fiume che scorre, 2006

“I Renzi, i Berlusconi e i Grillo hanno una concezione molto singolare di democrazia, una concezione totalmente sbagliata.”

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Non vorrei più scrivere di Renzi. Il personaggio più scomodo che sia mai apparso sulla scena politica italiana. Il rappresentante di se stesso è unicamente della sua persona. Non guarda nient’altro che i suoi interessi. E Firenze stessa non lo sopporta. Continua a dire di aver fatto questo e quest’altro come sindaco, ma quando? Se è stato sempre impegnato nella scalata della sua montagnetta. Sua e di quei pochi che gli vanno dietro. Ha tolto il simbolo del suo partito nella sua campagna elettorale. Iniziava i suoi show sempre con il simbolo del compasso (simbolo massonico che rimanda a logge oscure). Ha girato l’Italia facendo l’Obamino de no’ antri, ma non gli somiglia per niente. Obama è moderno e fresco nella sua figura. Renzi è il risultato di tutta la politica sbagliata della Prima e Seconda Repubblica. Un ex DC, ma forse l’ex lo possiamo pure togliere. E forse sarebbe ora che quel partito lo rifondasse, magari con la parte che lo segue del PD e con la parte del PDL a lui vicina. Perché di sinistra Renzi non ha proprio nulla. Povera la gente che pensa che le sue ultime esternazioni siano per gli altri e non per se stesso. E’ l’ambizione e basta che lo spinge. In questi tempi difficili ci mancava solo la persona che sta tentando di uccidere tutto ciò che il PD rappresentava per gli italiani. L’unico intento è quello di far sparire tutto il barlume di sinistra che aveva il PD e renderlo la nuova DC. Nuova… si fa per dire. Vecchia quanto quella della Prima Repubblica di Andreotti, piena di inciuci, massoneria e quant’altro. Ora basta. Si soffre troppo a vedere l’unica risorsa che ha il Paese, seppur non perfetta, di poter andare avanti e riprendersi, divisa per colpa di una fazione in lotta per una poltrona o il suo posto al sole. L’unica possibilità di liberarsi di una legge elettorale voluta dalla Lega e che ci ha condotto ad uno stallo simile. L’unica vera possibilità per poter fare le riforme necessarie e far respirare finalmente il Paese. E Renzi sta sprecando tutto, straparlando troppo. Ricordiamogli che ha perso le primarie: “sono pronto a candidarmi”, doveva dire “ricandidarmi” e “riperderle”. Bersani le ha vinte due volte. Berlusconi stesso ripete ossessivamente che o si va col Pdl o si va al voto. Le stesse parole di Renzi. Che in un lontano tempo passato è andato ad elemosinare ad Arcore la sua scalata al Pd, con Fininvest e Mediaset e i suoi ex capi (Giorgio Gori) che lo hanno seguito passo passo nella campagna “Adesso”. E adesso che? Dopo il Big Bang i rumori di fondo. I rumori di fondo sono le esternazioni di un esaltato che non guarda in faccia la realtà: il popolo vero di centro-sinistra non lo ha votato. E probabilmente non lo rivoterà. Se fossero state primarie chiuse invece di aperte, Renzi avrebbe preso molto di meno. I cittadini italiani sono stufi dello stallo in cui siamo caduti e in cui comunque si sono messi votando malissimo, la prossima volta che si vota allora, devono stare col lapis in mano prima di scrivere qualcosa almeno molto più tempo. Nel silenzio dell’urna, magari, una piccola vocina di coscienza gli dirà cosa fare. E’ tempo di ritrovare la sinistra. E’ tempo che in Italia si ritrovi una politica di sinistra. I tagli devono essere sempre verticali. E l’equità deve essere la stella polare che illumina e guida il cammino. Basta con i Marchionne senza se e senza, ma subito dopo ritrattati, basta con i renziani che sembrano l’alter ego dei grillini. Quanto sia amato Renzi dal popolo del PD e da quelli che vorrebbero un partito di sinistra, che si applichi per fare le riforme di sinistra, lo si evince da alcuni commenti dalla pagina pubblica di Renzi: c’è chi difende Bersani come Ilva Piussi: “Se c’è qualcuno che è stato umiliato è il sindaco di Firenze quando è andato ad Arcore, non Bersani che ha incontrato i pivellini del Movimento 5 Stelle in diretta streaming”. C’è chi gli rimprovera di non aver mantenuto la parola data come Tommaso Botta: «”In questi giorni ho ricevuto critiche anche da amici per aver mantenuto dopo le primarie il comportamento che avevo annunciato: no correnti, lealtà, rispetto. Sarà un gran giorno quello in cui i commentatori italiani smetteranno di stupirsi se un politico mantiene la parola data in campagna elettorale. La credibilità si costruisce anche così…” cit. Matteo Renzi, FB, 3 gennaio 2013. “Almeno cancella i vecchi post se cambi idea”.» C’è chi fa dell’amara ironia come Jerome Mimmo: “Alla faccia del ROTTAMATORE ahahahahahah ….e questo sarebbe il nuovo che avanza? Auguri a tutti!” C’è chi si è pentito di averlo votato come Enrico Repetti “Caro Renzi ti ho votato alle primarie e mi piacerebbe tantissimo vederti a capo di un governo…. Ma di sinistra, accidenti!!!!!!! Se continui a perorare alleanze con PDF allora ti mando a quel paese e saresti per chi ha creduto in te una grandissima delusione!!!! È giá mi preoccupa il fatto che riscuoti simpatie e consensi da quelli che con faccia da bronzo hanno appoggiato Berlusconi!” C’è chi ne rileva il destrismo oramai sempre più forte, e che con il PD una figura come Renzi c’entri poco lo si era capito, come Carlo Cara: “Caro INFILTRATO tra le fila del PD, poichè se non sbaglio hai perso di brutto le primarie e hai promesso che ti saresti fatto da parte rimanendo in silenzio, la maggioranza assoluta degli elettori del PD ti chiede quindi una cosa sola: Matteo Renzi mantieni la promessa!!!! Allearsi con Berlusconi??? Ecco cosa sei andato a fare ad Arcore, di nascosto da tutti, gatton gattoni strisciando dal cancello alla porta della villa! A prendere ordini per il tuo nuovo incarico da INFILTRATO per il PDL nel PD! Un consiglio: vattene dal nostro partito, vai da silvietto tuo o dove DIAVOLO ti pare”. Silvana Nicosia gli chiede solo due cose: “Vattene con Berlusconi e sparisci”. Patrizia Pagnini chiede delle risposte: “CHE COSA SIGNIFICA dialogare col PDL? IN CHE COSA SI TRADUCONO LE LARGHE INTESE? se si apre a berlusconi si chiude con la giustizia: se si deve tradurre il tutto nel rispondere alle esigenze di immunità di chi non vuole affrontare la realtà o peggio di chi falsifica continuamente la realtà…non mi sembra un’azione degna di consenso”. Sono così tanti i commenti dalla pagina pubblica facebook contro Matteo Renzi che sarebbe inopportuno ripeterli qui. Vorrei concludere con una riflessione che i marxisti per Tabacci gradiranno: “Renzi dice che la Chiesa ha fatto prima? Mi sembra una pericolosa strumentalizzazione, si eviti di tirare in ballo la Chiesa. In Vaticano con il Conclave si elegge un Pontefice, noi dobbiamo dare un governo all’Italia, non scegliere un capo. I Renzi, i Berlusconi e i Grillo che vorrebbero semplificare tutto, avere il 51% o addirittura il 100% e ridurre la politica alla scelta di un capo pensando a loro stessi, hanno una concezione molto singolare di democrazia, ancor più in un sistema parlamentare. Una concezione totalmente sbagliata.” E detto da uno come Tabacci che in DC ha militato e che di politica qualcosa ne sa, dovrebbe perlomeno far riflettere.

Post di Emilia Basile

Non è ballarò, siate seri, siate responsabili.

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Imbarazzante. Il M5S è una delle creazioni pseudopolitiche più assurde di tutti i tempi. Il leader dei M5S è stato dipinto anche alla pari di un clown a livello internazionale. E ora si permette anche di sentenziare con grandissime falsità sull’operato del PD. Partito che ha la maggioranza alla Camera e al Senato dovrebbe averla ritrovata con l’elezione di Grasso, con l’aiuto se non indispensabile di una decina di grillini. Vorrei ricordare ai grillini ed è dappertutto online che: mentre Berlusconi ha potuto governare per 5 anni ogni legislatura, i DS e l’Ulivo solo per due, il PD non è mai stato al governo con una solida maggioranza. Come fanno a rinfacciare quello che chi non ha avuto una maggioranza non ha potuto fare? A parte che il PD ha comunque, durante la sua opposizione mostrato il suo senso di responsabilità durante il periodo montiano, organizzato e portato avanti numerose idee e proposte di legge, emendamenti: sugli inceneritori, il PD porta avanti la green economy, è vero che l’ambiente non ha trovato un posto speciale tra le 8 idee di Bersani, ma è sempre nei loro pensieri, e lo stesso Zingaretti quando era alla Provincia si è battuto contro le discariche a cielo aperto e per un progetto per la raccolta dei rifiuti, non lo fa Pizzarotti a Parma, città in cui l’inceneritore pare stia per essere messo in moto. Grasso, il Presidente del Senato votato dai grillini in un gesto di intelligenza e umanità assoluta, appena è arrivato nella Camera più importante, ha portato un DDL contro la corruzione e il falso in Bilancio, dire il contrario come fanno i grillini è irreale e un tentativo di screditare il lavoro iniziato anche molti anni fa dal PD. Dire che il PD non ha fatto nulla per il reddito minimo di cittadinanza è altrettanto falso: la notizia è del 2009, già allora il PD aveva progettato l’idea del reddito minimo di cittadinanza, e di certo il M5S non era neppure forse nato. C’è stata anche una mozione del PD sulla riduzione e razionalizzazione delle spese militari e degli F35 approvata alla Camera dei Deputati il 28 marzo del 2012, ma ai grillini questo non interessa. Il PD alla scuola ci tiene e moltissimo, tanto che l’odierna senatrice Francesca Puglisi gli si è dedicata presentando durante gli eventi sulla Scuola dei nuovi digitali, tantissime idee e progetti per migliorare la didattica e l’insegnamento in un’epoca in cui la scuola è cambiata e lei le ha dedicato tempo. Le scuole e ospedali messi in sicurezza e nuovo lavoro in tutta l’Italia al posto di cacciabombardieri, questo si legge nel sito del Partito Democratico, dire il contrario è falso. Almeno tanto falso quanto dire come fa Grillo che il Parlamento può andare avanti nel lavoro senza un governo, senza un esecutivo: “Da un lato sul blog di Grillo si dice correttamente che la funzione legislativa spetta alle Camere, e questo è sacrosanto dirlo. Ma in una forma di governo Parlamentare, come è la nostra, il Parlamento da un lato è l’officina delle leggi, e dall’altro deve anche allevare dei governi, e finirebbe per compiere un abuso se pretendesse di sostituirsi al governo.” Così il costituzionalista Michele Ainis a Radio Radicale dopo la proposta fatta da Grillo. Grillo che ignora totalmente la Costituzione italiana e come si fanno le leggi e chi le deve mettere in esecuzione (il governo). Quel governo che l’Italia attende e lui le nega. L’Italia è in una situazione disastrosa e Grillo non riesce altro che inveire con epiteti non consoni almeno per il centro-sinistra contro i dirigenti. Bersani è una persona onesta e ha tentato di lavorare per il bene del Paese, come ha riferito anche Don Ciotti di Libera. Di certo non rappresentano dei nuovi politici da andare fieri i grillini: quelli che vanno in auto blu, come Antonio Venturino; quelli che difendono il fascismo come “buono”; quelli che in un eccesso di razionalità si vedono allo specchio e come Calibano s’arrabbiano per non essere all’altezza del compito che si trovano davanti e ammettono sinceramente di non sapere nulla di quello che dovrebbero fare. L’Italia è stanca. E ora si pentirà amaramente di aver votato Grillo. Avergli dato l’opportunità di chiedere solo il potere, e di non mettersi al servizio degli altri, è stato uno degli sbagli che gli italiani pagheranno amaramente. Non avranno nulla in cambio. Il M5S non può dar loro niente. Quello che si aspettavano, il rinnovamento, giovani a servizio dello Stato, non c’è, non ci sono. Parlano a vanvera.  Dicano, come chiede il PD, chi finanzia il Movimento. E perché dal blog, piovono su Casaleggio e Grillo un sacco di soldi e cosa ne fanno. A monito le parole di Federica Salsi su un social network su Adsense e come Grillo spende i soldi del blog: “Non ne ho la più pallida idea, e quando l’ho chiesto sono stata cacciata”. No, non è un Movimento per democratici. E’ un Movimento che pratica il fascismo, come quando ha minacciato i grillini che hanno votato Grasso o Giovanni Favia. Riflettete la prossima volta che andate a votare. Riflettete su chi vuole migliorare l’Italia e l’ha fatto anche a costo della vita come Vassallo sindaco di Pollica del PD, o Grillo, uno che  l’Italia la sta prendendo in giro e cerca solo il suo tornaconto, come sempre. Tutto cambia per non cambiare o per cambiare occorre riflettere prima di votare.

Post di Emilia Basile

Frase del titolo di Pierluigi Bersani

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“Quando si scrive delle donne, bisogna intingere la penna nell’arcobaleno.”

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Sono arrivati i fancazzisti! E chi sono? Ma sono i grillini. Mentre gli altri cercano di proporre migliorie a tutto ciò che è da migliorare, loro i grillini che vengono ridicolizzati nel web come una massa informe senza pensiero, ora non propongono nulla. Mentre Grasso cerca di portare subito avanti un DDL contro corruzione e falso in bilancio, loro i grillini informi sanno solo sbagliare anche l’uscita, e non proporranno mai nulla. Chi li ha votati spero che abbia un paio di neuroni rimasti ancora in vita per capire il grande sbaglio che ha fatto. Lo sbaglio di votare un buffone, un comico che poi non si sa nemmeno come abbia avuto successo. Crozza è di gran lunga superiore. E’ così furbo il loro creatore (Casaleggio) che come Grillo non appare in tv se non tramite filmati già ripresi prima e mai in diretta, ma decisi prima e magari con tagli e domande scomode mai accettate. E’ così fascista Grillo che toglie anche i commenti dal blog che non gli piacciono, che non gli vanno a genio. E’ così pieno di sé che gli altri nemmeno li vede. Non vede né le persone, né tantomeno gli sforzi di Bersani per creare un governo che possa in primis cambiare la legge elettorale e fare in modo che chi vinca le prossime possa avere la maggioranza e lavorare in completa tranquillità. Ma forse lui tutto questo non lo vuole. Vuole un Paese destabilizzato ed in balia della sua megalomania. Grillo,  debutto show al Quirinale, tuonava da uno dei maggiori quotidiani che: “Con Casaleggio cambiamo il mondo”. Questo per me è delirio di onnipotenza lo possono curare farmaci e psichiatri. Per non parlare del post sulle donne e il femminismo nel suo blog. Da rabbrividire. In quello che vorrebbe essere uno stupido ironico post sulle donne e i loro fallimenti nel mondo, quello che è emerso in definitiva è solo puro-machismo e della peggior specie. Tutto ciò che Grillo ha scritto, o chi per lui, non aiuta nessuna donna, non le fa fare autocritica e di certo non può migliorare in alcun modo la vita di molte donne che lottano ogni giorno per i propri diritti e per il proprio lavoro. Il “genio della psichiatria moderna” Grillo ha così riferito (nel post riguardo al femminismo) sul maschilismo a cui soccombe la donna: “Le religioni sono maschiliste, i governi sono maschilisti, le aziende sono maschiliste, la pubblicità è maschilista. Perché il sesso maschile non dovrebbe essere maschilista?” Inoltre, con uno straordinario acume da mentecatto da TSO afferma: “Le donne non devono stupirsi, ma coprirsi.” E ancora, come se non bastasse, il matto della tragedia italiana, perché di comico non ha più nulla, fa da eco al più bieco dei fondamentalisti islamici: “Il burka per legge e il velo solo dopo gli ottant’anni. Odoranti nauseabondi per le più attraenti. L’automutilazione dei seni è un buon rimedio, se si vuole andare sul sicuro c’è l’espianto dell’organo. Misure che devono essere attuate però nel massimo riserbo. Senza manifestazioni di protesta per eventuali stupri per far valere i propri diritti. Senza cortei, petizioni, raccolte di firme. Esattamente come le donne fanno adesso. Forse, perché, in fondo in fondo, ci stanno.” L’ultima frase è la ciliegina scaduta e ammuffita sulla torta. Le donne non hanno colpe per come vengono trattate, quelle che diventano donne-oggetto e soccombono ad un becero mercato delle vacche da mostrare in tv, lo fanno per colpa della tv prettamente maschilista costruita appositamente dagli uomini. E le povere per un po’ di notorietà e dei soldi vendono anche la loro anima. Quelle donne non sanno più pensare. Sono solo dei manichini in mostra, a loro è stato fatto un subdolo lavaggio del cervello. Non riescono che a truccarsi, vestirsi e prostituire la propria immagine. Vittime di un potere maschile, creato dagli uomini e da loro propagandato. Sono delle vittime inconsapevoli del male che fanno a se stesse e agli altri. Sicuramente da non perdonare. Però è altrettanto vero che la maggior parte delle donne non è una “velina”.  ”Se non ora quando” dovrebbe chiedere la smentita di tutto ciò che Grillo ha detto. Le donne italiane si muovono e fanno molto per se stesse per rivendicare i propri diritti: e gli uomini cosa fanno per aiutarle? Scrivono post assurdi come quelli di Grillo? O affermano che il femminicidio è colpa della donna come in siti molto poco cattolici? La maggior parte delle donne lavora, cresce i figli con coscienza, studia e si prende le sue lodi e quando la vogliono trattare da prostituta non ci sta. Ciò che deve essere fermato è il retaggio maschilista che ancora imperversa e viene ancora messo in mostra dall’ex premier anche durante eventi con frasi sconce e luride come lui stesso. Quello che deve essere fermato è il pensiero machista che le donne in politica non servano (e questa frase l’ha detta pure il nuovo Papa su tgcom24). Quello che non va più bene è che gli uomini della condizione della donna se ne lavino le mani. Potrebbero e dovrebbero aiutarle invece, rispettandole, confortandole, dando loro il giusto posto in tutti gli ambiti lavorativi, vedendo in lei la culla della vita.

Post di Emilia Basile

La frase del titolo è di Denis Diderot

www.beppegrillo.it – il_nuovo_femminismo

«La politica deve tornare ad essere una speranza, un servizio, una passione».

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Mi auguro che duri cinque lunghi anni. Un Parlamento con due presidenti così non si era mai visto. Ieri in Italia è successo un miracolo. Un miracolo per chi sa chi c’era prima in quei posti e ora ha visto un cambiamento totale avverarsi sotto i propri occhi. E’ soprattutto il risveglio della Camera dei deputati, quello a cui si è assistito ieri. Quel voto alla Boldrini, una Donna che si è spesa per gli altri esseri umani, che viene dall’Onu e ha girato il mondo per aiutare gli ultimi, e chi parla di festival della retorica nel suo discorso o in quello di Grasso, non ha mai ascoltato allora un discorso di Fini alla Camera. Quello che è successo ieri alla Camera dei Deputati con l’elezione innanzitutto di una donna e poi di una donna come lei ha dello straordinario. Il suo discorso è rivolto agli ultimi dall’inizio alla fine: agli esodati, ai giovani disoccupati, agli immigrati, alle donne, ogni sua frase è come se tentasse di risvegliare le coscienze degli italiani assopite da fin troppo tempo.  Sarebbe ora di fare nostra ogni sua parola nostra, che siano i punti fondamentali del nostro agire, che trovino vita e concretezza nella realtà. «Il mio pensiero va a chi ha perduto certezze e speranze. Abbiamo l’obbligo di fare una battaglia vera contro la povertà, e non contro i poveri: dobbiamo garantirli uno a uno. Quest’Aula dovrà ascoltare la sofferenza sociale. Dovremo farci carico dell’umiliazione delle donne uccise da violenza travestita da amore. Dovremo stare accanto ai detenuti che vincono in condizioni disumane e degradanti. Dovremo dare strumenti a chi ha perso il lavoro o non lo ha mai trovato, a chi rischia di perdere la cassa integrazione, ai cosiddetti esodati, che nessuno di noi ha dimenticato. Ai tanti imprenditori che costituiscono una risorsa essenziale per l’economia italiana e che oggi sono schiacciati dal peso della crisi, alle vittime del terremoto e a chi subisce gli effetti della scarsa cura del nostro territorio». Un discorso così ricco di umanità penso alla Camera non sia mai stato pronunciato. Non manca nulla. Queste parole sono la dimostrazione già che un totale risveglio dell’Italia, che si metta in marcia verso il proprio futuro e pensi alle persone nominate dalla Boldrini, non solo è possibile, ma è attuabile. Sarà una battaglia, come la chiama il nuovo Presidente della Camera, e sarà durissima, ma sentire queste parole sa già di vittoria. Una vittoria che si aspettava da tempo. Una vittoria che non può terminare in pochi giorni di legislatura. Si dovrebbe avere la coscienza di formare un governo e di portarlo avanti per cinque lunghi anni. Anni di riforme necessarie e di una legge elettorale che permetta a chi vince di poter governare senza alcun problema. A chi dice che la Boldrini non viene dalla politica, dovremmo tutti ricordare che prendersi cura di bambini e donne in svariati Paesi del mondo in preda a conflitti assurdi è politica, è la politica più importante che si possa svolgere e dà lustro non solo alla persona che compie atti di amicizia e compassione e dialogo verso altri popoli, ma alla stessa Italia. “La politica è l’arte del possibile. Tutta la vita è politica.” Cesare Pavese, Il mestiere di vivere, 1935/50 (postumo 1952). Se poi la si vuole mettere nel piano delle differenze sostanziali con tutta la politica italiana degli ultimi vent’anni, beh, la Boldrini rappresenta un cambiamento radicale. Spero che le sue parole vengano messe in atto e che le sia data la possibilità di lavorare per tutta la legislatura. Per poter vedere realizzati i suoi sogni e alti ideali: “Questo è un Parlamento largamente rinnovato. Scrolliamoci di dosso ogni indugio, nel dare piena dignità alla nostra istituzione che saprà riprendersi la centralità e la responsabilità del proprio ruolo. Facciamo di questa Camera la casa della buona politica. Rendiamo il Parlamento e il nostro lavoro trasparenti, anche in una scelta di sobrietà che dobbiamo agli italiani.” Se queste parole non sono politica, non so proprio cos’altro siano. E’ quella politica che ritrova finalmente se stessa. Quella politica alta ed ideale come dovrebbe essere e ciò che avremmo voluto sentire da tanto tempo. A queste parole non si può rimanere insensibili. Toccano troppi temi che sarebbero dovuti essere nell’agenda di chi governa da tempo. La trasparenza in primis. E le parole che la precedono sono altrettanto importanti: “centralità e responsabilità”. “La casa della buona politica”, una frase che dovrebbe essere scritta a caratteri cubitali su ogni coscienza delle persone che si mettono in politica e in politica hanno ruoli di prestigio. Le fa eco Grasso, che dopo il suo discorso ha subito presentato un DDL contro la corruzione e il falso in bilancio. Un lavoro che vorrei fosse portato a compimento al più presto. Questo è il tempo oramai di essere responsabili. Basta con le sfuriate di Grillo, i grillini si sono dimostrati più intelligenti di lui. Ora è il tempo di dare una mano al Parlamento affinché porti avanti le riforme necessarie per il nostro Paese, che le aspetta ancora. Non dare a questo Parlamento il modo di agire e di avere un governo è da irresponsabili. Abbiamo assistito ad un cambiamento storico, dovremmo fare in modo che la rinascita di ieri continui e porti i suoi risultati. In conclusione una frase di Aldo Moro, così da non dimenticare quello che è stato uno dei suoi insegnamenti: “Nessuna persona ai margini, nessuna persona esclusa dalla vitalità e dal valore della vita sociale. Nessuna zona d’ombra, niente che sia morto, niente che sia fuori dalla linfa vitale della società.”

Post di Emilia Basile

La frase del titolo e della Presidente Laura Boldrini

 

“Troppe chiese dorate e troppi villaggi senza pane.”

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Non si rinuncia ad un mandato. Così la pensano molte persone che hanno sempre lottato fino alla fine e si sono sempre prese le proprie responsabilità. Così fino alla fine ha portato la croce Wojtyla, l’unico Papa che si ricorda per la sua capacità comunicativa, la sua vincinanza ai giovani, la sua schiettezza. Mentre invece, Benedetto XVI ha lasciato senza dire un vero motivo, senza poter affermare alla luce del sole cosa l’ha condotto a lasciare un compito così grande. In pochi giorni l’hanno mandato via, e ne hanno eletto un altro in sole cinque sedute elettive. Bergoglio: “Pare che vengo dalla fine del mondo”. Oppure ci andremo verso la fine del mondo o verso un mondo religioso meno moderno e meno aperto e sempre più pieno di incongruenze. Ai gay negano tutto, ma a Berlusconi (divorziato e accusato di prostituzione e pedofilia) un’ostia santa, la sede di Gesù che si è fatto pane per noi, non gliel’hanno negata. Si nega come ho scritto molto tempo fa ad una divorziata morta di cancro una semplice messa, quella che magari Gesù le avrebbe dato nella sua misericordia. La maggior parte delle persone non pensano agli altri, ma solo a se stesse. Gesù includeva non allontanava. Gesù era per il dialogo, non per il contrasto e le divisioni. Cosa avrebbe fatto Gesù in Argentina, l’Argentina di Videl, un generale che come Pinochet prese il potere nel lontano 1976 con un colpo di Stato. Erano tempi bui e di dittature forti nei Paesi dell’America Latina, tempi di viaggi della morte, tempi di 30.000 desaparecidos. Non potevano non sapere. Non potevano non sentire le urla delle madri de La Plaza de Mayo. Quelle che ancora oggi, anche se avanti negli anni, hanno davanti a se stesse e sempre nei loro pensieri i volti dei loro cari, inghiottiti dal mare, portati nelle acque e lasciati lì in balia delle onde che come le braccia delle mamme li cullavano un’ultima volta. Cosa avrebbe detto Gesù? Cosa avrebbe fatto per far terminare questa tragedia immane? Bergoglio non criticò di certo la dittatura militare, non si mise dalla parte delle mamme, che lo definiscono in un comunicato del 2007: “Fascita e affiliato alla dittatura”. Come si fa a non credere a delle madri di dolore? Madri che come Maria hanno sofferto l’uccisione barbarica dei loro figli? “El fascismo ataca desde Macri, Bergoglio y Bendini. Las Madres de Plaza de Mayo repudiamos las palabras del Cardenal Bergoglio durante su homili­a del sabado pasado porque se quiso proteger.” Troppe volte la Chiesa si è protetta da ciò che ha commesso o dovuto accettare. Quanti segreti, quante anche le verità che si conoscono e per cui si prova vergogna. La vergogna di quei sacerdoti che forse costretti o forse per complicità salivano su quegli elicotteri assieme ai condannati all’oblio e davano loro l’estrema unzione. Sì quella era la fine del mondo. Quella era la fine dell’umanità. Viene veramente da una terra desolata Bergoglio. E lui e molti altri videro queste tragedie impotenti e probabilmente senza fare neppure un appello o una denuncia ad altri Stati. Di sicuro Gesù non avrebbe allontanato due sacerdoti dal loro lavoro: davano solo sollievo a chi non aveva nulla. Davano la speranza ai cosiddetti niños de rua. E pare che il nuovo Papa ne parli sempre di quei bimbi sfortunati. Peccato che all’epoca della dittatura non disse di no ai militari che chiesero di allontanare i sacerdoti dal loro lavoro di sostegno e aiuto e avrebbero potuto fare tanto, tantissimo. Resta sempre poco quello che hanno fatto. E anche quel poco Bergoglio ha avuto il coraggio di negarglielo a quei bimbi. “Verbitsky racconta come Bergoglio reagì con due provvedimenti immediati. Innanzitutto li escluse dalla Compagnia di Gesù senza nemmeno informarli, poi fece pressioni all’allora arcivescovo di Buenos Aires per toglier loro l’autorizzazione a dir messa. Pochi giorni dopo il golpe, furono rapiti. Secondo quanto sostenuto dai due sacerdoti, quella revoca fu il segnale per i militari, il via libera ad agire: la protezione della Chiesa era ormai venuta meno. E la colpa fu proprio di Bergoglio, accusato di aver segnalato i due padri alla dittatura come sovversivi. Con l’accezione sovversivo, nell’Argentina di quegli anni, venivano qualificate persone di ogni ordine e grado: dai professori universitari simpatizzanti del peronismo a chi cantava canzoni di protesta, dalle donne che osavano indossare le minigonne a chi viaggiava armato fino ai denti, fino ad arrivare a chi era impegnato nel sociale ed educava la gente umile a prendere coscienza di diritti e libertà. Dopo sei mesi di sevizie nella famigerata Scuola di meccanica della marina (Esma), i due religiosi furono rilasciati, grazie alle pressioni del Vaticano”. Come ha potuto dare in pasto ai militari due dei suoi confratelli e collaboratori? I fatti che il giornalista argentino in 15 lunghi anni di lavoro ha ricercato e messo per iscritto nel libro “L’isola del silenzio” devono fare riflettere. Ci sono anche documenti che attestano la veridicità di ciò che Verbitsky afferma nella sua opera di ricostruzione. La religione cattolica per rinascere purificata deve dire la verità sui fatti, ora non può più essere un’isola del silenzio. Troppi i silenzi, troppi i casi di pedofilia coperti, troppi gli accadimenti orribili come il genocidio dei nativi in Canada nelle chiese cattoliche (Annett pastore protestante ha raccolto tutti i documenti), troppi i casi strani e mai chiari come quello della Orlandi. La chiesa deve ritornare ad essere un luogo aperto e puro. Trasparente come l’acqua e fresca di nuovi sacerdoti che devono prendere seriamente il loro incarico. La chiesa deve ritornare ad essere quella di San Francesco, umile tra gli umili e da lì mai allontanarsi. La chiesa deve essere moderna e aperta al dialogo con tutti, anche con chi è considerato diverso. Non si può più pensare alla chiesa come qualcosa che è lontano dalla fede vera, dall’insegnamento dei vangeli. Non si può più pensare ad una chiesa chiusa ed arroccata su se stessa. Non una chiesa che si arricchisce, ma che arricchisca i propri fedeli della certezza di un futuro che sarà migliore. Non vorremmo che si dicesse ancora: “È sorprendente vedere come la Chiesa cattolica abbia a cuore  i poveri e quanto tenga a distinguersi da essi.” Giovanni Soriano, Finché c’è vita non c’è speranza, 2010.

Post di Emilia Basile

La frase del titolo è di André Malraux

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“Un giorno il fascismo sarà curato con la psicoanalisi.”

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Siamo in un tempo di regressione. Regressione verso l’incultura, la misconoscenza, l’incosistenza del sapere, tutto ciò porterà all’inevitabile involuzione degli individui. Perché solo una persona involuta, che non ha memoria della Storia (quella con la “S” maiuscola) si può permettere di fare apologia del fascismo (che è reato), e ora che è seduta su una poltrona fresca di elezione dovrebbe non solo dimettersi, ma ritornare a scuola sui libri o recarsi in uno dei dipartimenti di Storia delle nostre università e leggere, leggere, leggere. Leggere dell’Olocausto, leggere il Diario di Anna Frank, leggere Se questo è un uomo, andarsi a rivedere i video su Aushwitz (che non fa mai male), rivedere la storia terribile del figlio illegittimo del Duce, il ragazzo 26enne fatto morire a suon di iniezioni di insulina, e la madre ridotta ad una povera mentecatta ed internata più volte. Quale famiglia avrebbe difeso il fascismo? Quella di Albino? Quella di Edda? Quella di Rachele? Quella degli ebrei? Quella di chi in una notte tragica del 1943 si disgregava in un ghetto di Roma? Quella di Settimia Spizzichino e della sorella? Quale famiglia è stata difesa? Quella degli orfani dei tanti soldati mandati a morire in una guerra assurda? Non si può nemmeno tollerare la definizione di Lombardi riguardante CasaPound. Movimento che da molto tempo non fa altro che portare avanti l’odio proprio del fascismo. Definirlo movimento “sprangaiolo” è da ignoranti. Come se dicesse festaiolo. “Questa ideologia non rappresenta una minaccia presente”, così la Lombardi nel suo blog. Non si rende conto nemmeno di quello che dice. Non si rende conto e ha già dimenticato che sono morti due stranieri in Italia per mano di un adepto di CasaPound a Firenze. Ve lo ricordate? Avete memoria? Quanti muri ancora dovranno essere imbrattati nei licei di Roma prima che il peggio abbia ancora luogo o ritorni per mancanza di memoria storica? E allora ricordiamo: che l’apologia di fascismo è reato, un reato previsto dalla Legge 20 del 1952 n°645, la cosiddetta “Legge Scelba”. Nell’articolo 4 sentenzia che: “Il reato viene commesso da chiunque faccia propaganda per la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista, o chi pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure finalità antidemocratiche”. Ricordiamo inoltre, che la legge prevende la denuncia di chi commette apologia del fascismo, a cui segue un arresto dai 18 mesi ai 4 anni. Ma c’è di più: la pena può arrivare anche ad essere l’interdizione dai pubblici uffici. Perché questa legge non viene mai eseguita, se non è stata mai destituita? Perché lo stesso MSI è arrivato senza problemi nei banchi del Parlamento? E tuttavia, la Lombardi se pur ha commesso apologia del fascismo e viene criticata aspramente da tutti, Fiom compresa, che in tono perentorio ha dichiarato: “Chiediamo al Movimento 5 stelle di risparmiarci ulteriori corbellerie e stupidaggini storiche”, purtroppo non chiederà scusa, né si dimetterà come auspicano in molti. E’ intollerabile la stessa dittatura del leader del M5S, con i suoi candidati passati e futuri che subiscono una pressione e una ferocia assurda, se si permettono di non aderire ai suoi diktat. Il rischio che si vada verso un ritorno del fascismo non è da sottovalutare. Troppe sono le coincidenze, soprattutto quella che è proprio in un periodo di crisi che quel movimento è sorto e ha portato l’Italia alla rovina. La Lombardi non ricorda neppure come venivano trattate le donne durante il fascismo: venivano semplicemente escluse, non fatte partecipi di nulla, erano solo della terra da arare per procreare: “Nel suo romanzo Pane Nero, Miriam Mafai evidenzia come la politica fascista e l’ideologia cattolica si intrecciano e si sostengono a vicenda, imponendo alla donna un destino tutto biologico e la sua subalternità nella famiglia e nella società”. Inoltre, la donna doveva essere solo l’angelo del focolare: “Per consolidare il proprio regime improntato sull’autoritarismo, Mussolini adottò una politica anti-femminista, che impose alla donna l’esclusivo ruolo di madre-casalinga e facendo così della maternità, oggetto di pubblica esaltazione, a sostegno della forza nazionalista dello Stato.” Forse lei vorrebbe ancora essere considerata così. Noi donne democratiche no. Per concludere vorrei dare rilievo a ciò che ha scritto l’Associazione Nazione Partigiani Italiani: “A proposito delle affermazioni di una esponente del gruppo dei “grillini ” in Parlamento, Roberta Lombardi, rilevo ancora una volta che i pregiudizi, come quello del “fascismo buono”, sono duri a morire, anche quando confliggono con la realtà storica. Sarei curioso di sapere in che modo e quando il fascismo avrebbe dimostrato un “altissimo senso dello Stato”; parimenti, sarei curioso di sapere quando sarebbe  – sempre secondo l’On. Lombardi -  cominciata le “degenerazione”, se prima o dopo gli incendi delle Case del popolo, le aggressioni, le botte e le purghe a chi veniva considerato antifascista, la marcia su Roma, la progettata occupazione del Parlamento, gli omicidi compiuti già prima che il fascismo salisse al potere; e, magari, se prima o dopo le leggi razziali. Se quella del “fascismo buono” può essere ancora considerata  una tesi proponibile , c’è da chiedersi cosa si insegni nelle scuole e su quali fondamenta riposi la cultura di certi  esponenti politici”. Carlo Smuraglia – Presidente Nazionale ANPI.

Post di Emilia Basile

“I fascisti non sono esseri umani. Un serpente è più umano di un fascista.” Hugo Chavez

 

La frase del titolo è di Ennio Flaiano (io direi che devono essere curati da uno psichiatra)

Resistenza-Le donne durante il Fascismo-Storia XX secolo

“Voto. Simbolo e strumento della facoltà che ha ogni libero cittadino di dimostrarsi uno sciocco e di rovinare il proprio paese.”

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Un profondo rammarico resta. Quello di aver visto un popolo rivotare chi lo ha distrutto. C’è un legame sordido e velenoso tra la vittima e il carnefice, c’è un farsi del male di fondo che si è instaurato tra una buona parte degli elettori, o presunti tali, e chi li ha preso in giro, spero, per l’ultima volta. C’è l’incapacità di scegliere, c’è una cecità che non può essere curata se non con una buona dose di cultura e di rieducazione. Quello che non si capisce di queste elezioni poi è come ha fatto una nazione ad essere così cieca e votare un movimento. Un movimento che ha come capo un comico. Un ex calcatore delle scene, che di sicuro conosce l’arte della persuasione. Mi auguravo, che questo comico avrebbe avuto “la sua ora sulla scena” e che poi “non se ne sarebbe più udito nulla”. Mi sbagliavo. La gente è lontana dalla verità. Così lontana da non sapere vedere ciò che fa e cosa sarebbe più opportuno per salvare il Paese dal baratro. E così continua a seguire persone che la imbrogliano. Quelli che fanno di tutto per sembrare ciò che non sono. E invece, di una commedia, sorgerà una tragedia o un dramma, pari ai personaggi patetici di Tennessee Williams, gli italiani si ritroveranno in un baratro ancora più profondo. Per seguire un movimento, che non ha le capacità di dare loro risposte. E passando da un truffatore ad un comico vedrà la sua stessa vita passargli davanti e sarà anche incapace di coglierla ed di apprezzarla fino in fondo. E così quello che si prospetta è un Paese che si è ulteriormente diviso, tra tre espressioni politiche e non, e quello che è più grave è che nessuna di esse ha la maggioranza per governare. E’ molto probabile che una nazione restia alle regole, con un tasso di criminalità senza quasi pari, non voglia essere governata e anzi insegui quella visione anarchica che le si para davanti. Un mondo senza regole, una nazione in cui vige il caos. Dalle battute del truffatore, sulle tangenti o le donne che “vengono”, a quelle del comico: “Rivoglio la lira”, “cittadinanza a figli di stranieri nati in Italia? E’ senza senso”; bastano queste due espressioni per capire l’inconsistenza di Grillo, l’inumanità verso dei bimbi che nascono in Italia e hanno il diritto di averne la cittadinanza come in America; ma non solo, non comprende neppure che l’Europa è l’unica strada da intraprendere. Per uscire dalla crisi ci vuole l’Europa ed è l’unico passo da fare. L’insegnamento poi, per Grillo viene relegato a soli 13 punti. 13 punti e basta. Niente di più viene scritto. Restano delle frasi messe lì, frasi spot, frasi ad effetto, che catturano l’attenzione del malcapitato e poi? E poi nulla. Povera scuola. Abbandonata, illusa anche da un comico e dal suo programma di soli 13 punti. La scuola ha bisogno di tanta attenzione e cura. Non si può lasciare i suoi dolori relegati solo in 13 semplici punti, che poi non verranno nemmeno attuati. La scuola del truffatore la conosciamo già: è quella dei dolori datici da Gelmini e poi di chi l’ha seguita, Profumo. Quella dei tagli senza senso, distruttivi, quella dei fondi negati, quella della noncuranza e del menefreghismo e intanto i poveri alunni restano senza chi li difende.  Due frasi mi sono venute alla mente: “Il comico è il tragico visto di spalle.” di Gérard Genette. Per far comprendere come il comico abbia anch’egli dentro di sé il germe del tragico, le rappresentazioni tragicomiche di Shakespeare ne sono l’emblema. Ed un’altra ancora più importante: “Il comico, essendo l’intuizione dell’assurdo, mi sembra più disperante che il tragico.” Eugène Ionesco. E con questa considerazione brillante di un genio del teatro esistenzialista, non si può che rincarare la mano sulla valenza drammatica di ciò che ci si presenta come comico, ma in verità nasconde in sé una tragedia profonda. Ricordiamoci che anche ne “Il nome della Rosa” il comico era inquietante, da nascondere, nocivo, pieno di veleno. Il problema è liberarsene. Ritrovare la volontà di votare i partiti. Partiti che siano rinnovati, che ritrovino il proprio posto di prestigio nella società, il proprio impegno a servizio di una comunità stanca, che per stanchezza e tedio ha votato male per l’ennesima volta. Mai più affidare la propria vita, perché quando si vota si affida la propria vita, ad una persona o gruppo di persone sbagliate. E’ troppo importante il voto per sminuirne la valenza, per usarlo solo come ripicca verso qualcuno, misconoscendone persino programmi e valori e anche le stesse persone. Si dovrebbe terminare di ammucchiare tutto nel malcontento, nell’inverno del nostro scontento. E’ ora che si riesca a comunicare al meglio i propri progetti per il futuro, sarebbe ora di ritornare a parlare con gli elettori in modo più vicino e trasparente. Senza alcuna riserva e senza averne timore.

Post di Emilia Basile

La frase del titolo è di Ambrose Bierce.

 

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